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I passi da seguire (e dove non sbagliare!) per avviare una startup da zero: dall’idea, al Business Model Canvas e RAT, all’MVP e alla redazione dell’investor Deck.

Come lanciare una startup da zero? 

In questo articolo ti spiegherò i principali passi da seguire se vuoi avviare una startup da zero: da come perfezionare la tua idea per arrivare all’MVP e alla redazione dell’investor Deck.

Il post si compone di 9 paragrafi.

Ogni paragrafo contiene dei link di approfondimento per l’argomento trattato che ti consiglio caldamente di leggere. 

Non perdiamo tempo, iniziamo.

1. Perfeziona la tua idea

Ogni startup, nasce da un’idea.

Ci sono buone e cattive idee. La bontà o meno di un’idea, soprattutto nelle sue fasi iniziali, è difficile da distinguere.

Ogni idea di startup nasce come soluzione per risolvere un problema (ma attenzione: che il problema sia abbastanza grande ovvero interessi tanti potenziali clienti).

Per valutare la tua idea hai diverse “strade”. 

La prima di queste strade è: fai ricerche. 

Ricerca cosa fanno e quanti sono i tuoi concorrenti, come puoi differenziarti da loro, quanti potenzialmente potranno essere i tuoi clienti, se la soluzione per il problema individuato è quella voluta dai clienti e così via.

Fare startup da zero non è impossibile.

2. Business Model Canvas

Chi ha partecipato a qualche startup week-end conoscerà già il Business Model Canvas.

Molti altri di voi ne avranno letto (anche sul mio blog!) o sentito parlare da qualche parte.

cosa e un business model canvas

Il Business Model Canvas è uno strumento strategico di organizzazione imprenditoriale. Ti spiego cos’è e perchè devi prestarci attenzione.

Per tutti quelli che in questo momento si stessero chiedendo cos’è un Business Model Canvas o hanno bisogno di una rinfrescata, questo non altro che un diagramma che ti permetterà di descrivere, ideare, concepire, verificare e soprattutto ragionare intorno alla tua idea prima di lanciare la tua startup da zero.

Vai subito a questo post dove ti spiego come lavorare in modo pratico e concreto al tuo Business Model Canvas.

3. RAT ovvero Riskiest Assumption Test

Il RAT o Riskiest Assumption Test è un metodo di validazione (e valutazione!) per le ipotesi più rischiose di un’idea di startup. 

Il Riskiest Assumption Test è un nuovo modello di validazione che ha preso piede da qualche tempo e che viene subito prima dello sviluppo di un MVP e poco dopo il Business Model Canvas di cui al punto 2.

Il RAT, se ben sviluppato, può aiutarti a determinare prima ancora di sviluppare un prodotto minimo fattibile -ovvero un Minimum Viable Product o in breve MVP– se i potenziali clienti sono interessati ad acquistarlo.

Usa sempre un RAT se non vuoi sprecare tempo e soldi su idee che hanno poche possibilità di funzionare per le più svariate ragioni.

4. Sviluppa un MVP

Ora che hai lavorato (per bene si spera!) a un Business Model Canvas e un RAT sei pront* per cominciare a sviluppare un MVP.

Un MVP -acronimo che sta per Minimum Viable Product o se preferisci l’italiano Prodotto Minimo fattibile- ti aiuta a testare la tua start-up idea ancor prima di costruire quello che sarà il prodotto finito.

L’MVP non è un prototipo, ma un “pezzo” funzionante di quello che sarà il prodotto o servizio della tua startup. 

Se ben sviluppato, l’MVP ti consentirà di raccogliere utili metriche e avere quella trazione iniziale che è tanto importante per chiunque (investitori formali e non) che vorranno scommettere sulla tua idea di startup.

5. Prenditi il tuo tempo e se hai un lavoro non lasciarlo

Lanciare una startup da zero è dispendioso in termini di tempo, ma anche e soprattutto di denaro.

Statisticamente -lascia stare le startup nate in un qualche garage della Silicon Valley- i progetti che hanno più successo sono quelli lanciati da founder che hanno un’età media compresa tra i 35 e i 45 anni.

Il perché è presto detto: maggiore esperienza dei founder. 

Questo non significa che se hai 20 anni o 50 anni, non puoi avviare una startup, ti sto dicendo un’altra cosa. 

Se hai un lavoro, non buttarti a capofitto -magari dimettendosi- nella tua startup.

Una buona balance lavoro-lancio della startup è 8-4 ore -ovvero, fai le tue 8 ore al lavoro (se hai un part-time ancora meglio) e lavora per circa 4 ore al giorno alla tua startup.

Pertanto, se stai lanciando una startup da zero o anche solo un business in proprio, prima di lasciare il tuo lavoro per avviare la tua startup considera queste 12 cose.

6. Team startup

Nel corso del post ho più volte fatto riferimento a risorse, quali tempo e denaro, che sono quanto mai limitate.

Da sol* non potrai occuparti di tutto e pertanto hai bisogno di un team.

Generalmente, il team iniziale di una startup (i cosiddetti co-funder), dovrebbe essere costituito al massimo due persone.

Non posso dirti io chi saranno, ma alcuni soci sono da evitare assolutamente!

Leggi al riguardo: Startup co-founder da evitare accuratamente quando cerchi un socio per la tua start up

7. Soldi, soldi, soldi

Ora che il tuo MVP ti sta restituendo i risultati attesi: persone che vogliono provare il prodotto, clienti soddisfatti, utenti che ti chiedono una nuova feature, etc… hai bisogno di soldi.

I soldi da investire nella tua startup possono avere “fonti” diverse.

In breve (e molto in generale):

  • Fondi personali: investi nella tua startup una parte dei tuoi risparmi (mai tutti!)
  • Fondi investiti o prestiti da parenti: un po’ come sopra.
  • Investitori informali: si tratta generalmente di Business Angels. I Business Angels sono davvero preziosi, specie nelle fasi iniziali di una startup. Oltre ad investire capitale nella startup ti faranno anche da mentor e advisor. Anch’io sono uno di questi.
  • Investitori formali: perlopiù Venture Capitals.

In questo articolo ti parlo di come finanziare una startup attraverso sei metodi.

In alternativa potresti anche leggere: Finanziare una startup con bitcoin, bootstrapping e regola 50, 20, 30 (tratto da esperienze reali).

8. Pitch Deck

Naturalmente per ottenere finanziamenti/investimenti non basterà una telefonata o un’email (spesso a gente che non hai mai visto in vita tua!).

Una buona presentazione su: cosa fa (o farà!) la tua startup, sul mercato potenziale… e su quanti soldi stai chiedendo, non può prescindere dal presentare un Pitch Deck ai tuoi possibili investitori.

Il Pitch Deck è il biglietto da visita della tua startup, da tenere sempre pronto e da presentare a un potenziale investitore.

Se non hai ancora un Pitch Deck, in questo articolo ti spiego come farlo e te ne metto uno a disposizione (gratuitamente) da personalizzare.

9. Errori da evitare (sei ancora in tempo!)

Ora che hai lavorato (per bene si spera!) a tutto, sei ancora in tempo per evitare questi errori che potrebbero portare al fallimento precoce della tua startup.

Aver cominciato, magari con un buon MVP, discreta trazione, un round iniziale d’investimento, non ti mette al riparo da guai o tempi bui (ricordalo!). 

Conclusioni

Nei 9 paragrafi di questo articolo -con relativi link di approfondimento- ti ho descritto i principali passi da seguire per lanciare una startup da zero.

Inizia con l’idea di startup e perfezionala via tramite il Business Model Canvas e il RAT.

Una volta lanciato il tuo primo MVP sarai in grado di raccogliere metriche, ma il lavoro di lancio della startup è solo all’inizio.

Per questa ragione, se hai un lavoro, non lasciarlo almeno fino a quando non sarai in grado di sostenerti economicamente tramite la tua startup.

Una startup richiede, oltre che passione e buone idee, anche tempo e denaro. Pertanto, comincia a valutare dei soci con i quali poter collaborare nel lungo periodo.

Una volta che il MVP avrà la giusta trazione, sei inoltre pront* per redigere un Pitch Deck da presentare ad eventuali investitori o cominciare a cercare attivamente investitori/finanziatori più o meno informali o formali che essi siano.

Se vuoi un aiuto su come lanciare una startup da zero, sentiti pure libero di contattarmi e se questo articolo ti è piaciuto condividilo.

Scritto da Stefano, Startup founder | Digital Entrepreneur | Mentor, seguimi su:

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