Se avviare una startup o un business in proprio è il tuo sogno, prima di lasciare il tuo lavoro considera queste cose.

Se hai aperto questo post è perché almeno una volta negli ultimi mesi hai pensato di lasciare il tuo lavoro per avviare la tua startup o un qualsiasi altro business in proprio.

L’idea non è male e ha i suoi vantaggi. Intanto potrai raccontare, prima di tutto a te stesso, di averci tentato. E in fondo già questo basta, indipendentemente da come andrà a finire, per celebrare la tua vittoria. Le sconfitte, benché molti siano bravi a nasconderle, stanno proprio nel non aver tentato di fare “quella cosa” che ci sembrava più grande di noi.

Probabilmente senti di avere nelle tue mani l’idea del secolo (ai posteri l’ardua sentenza) e sei pronto per lanciarla. Sei eccitato, ma al tempo stesso nervoso. Tutto comprensibile, ci sono passato anch’io e tanti altri prima di me e di te.

Prima di scrivere la tua lettera di dimissioni, fai un bel respiro e comincia a valutare i pro e i contro di questa decisione.

Per aiutarti ti faccio una lista di cose che dovresti valutare prima di lasciare il tuo lavoro per avviare una startup. Sarò sincero, prima di lasciare il mio, l’unica cosa che ho considerato è stata: il mio attuale lavoro mi rende felice? Scontata la risposta.

Pronto per essere il capo di te stesso?

Nel portare avanti la tua startup non ci sarà nessun capo che ti darà un termine per completare il lavoro o che coordinerà e supervisionerà le tue attività quotidiane. Sembra tutto così bello, ma ti assicuro che non avere un capo che ti “controlla” è una delle principali cause di fallimento di un progetto di startup.

Potrebbe anche interessartiPerché la tua startup fallirà? Le ragioni che nessuno ti racconta

Fai ricerche

Ok, sei già convinto che la tua idea abbia tutte le carte in regola per avere successo e questo ti basta per farti lasciare il tuo lavoro. Fidati, non è così. La sola idea, seppure tu fossi stato il primo ad averla pensata -ma nel 99,9% dei casi non è così- non basta. Ah, non basta nemmeno se fai parte del restante 0,01%.

Mentre sei ancora in possesso del tuo badge aziendale, il tuo compito sarà quello di fare ricerche sul servizio o prodotto che vuoi lanciare.

In particolare:

Fai un Business Model Canvas 

Fatte tutte le ricerche di questo Mondo, fai un Business Plan. Errata corrige: fai un Business Model Canvas e a questo link ti spiego come farlo. Un business plan tradizionale per una startup idea è completamente inutile. Mica pensavi di fare un business plan per presentarti in banca o inviarlo a qualche investitore? Non perderci tempo, nessuno prenderà in considerazione un business plan di un’idea.

Il costo economico delle dimissioni 

Se sei convinto di avviare una startup o un qualsiasi altro business con 0 euro di investimento ti sbagli. Il tuo tempo è denaro.

Se ti dimettessi in questo preciso istante, il prossimo mese riceverai zero euro. Sempre il prossimo mese il tuo costo sarà dato da: zero meno lo stipendio che percepivi prima di dimetterti. Per cui se il tuo stipendio era 2.000 euro, ora che ti sei dimesso, il tuo costo (mancato guadagno) sarà pari a 2.000 euro.

Definisci il budget per la tua startup

E’ tempo di budget. Il budget della tua startup dovrà tener conto, date le attività da portare avanti, di stime su costi e tempi.

Fare un budget, te lo dice un ex Planner & Controller, non è mai semplice. Per cui il consiglio che posso darti è: sovrastima sempre i costi, tempi e considera nelle tue stime le ipotesi peggiori. Così facendo non ti troverai mai impreparato.

Al riguardo potresti anche leggere: Budget per startup: come pianificare i costi della vostra start-up

Nota: la voce ricavi, sarà per mesi -dipende molto da te- pari a ZERO. Il conto economico della tua startup è quindi semplice da stilare: ricavi pari a ZERO e costi pari a X. Conseguentemente il tuo utile sarà pari a meno X, ovvero a tutti i tuoi costi. In altre parole: sei in rosso.

Definisci il tuo budget personale

Redatto il budget per l’avvio della tua startup, prima di lasciare il tuo lavoro, considera anche un budget per la tua “sopravvivenza”.

In particolare annota tutti i costi fissi per le tue spese abituali, ovvero: rata del mutuo, bollette varie, assicurazione auto e così via. Stima i tuoi costi variabili per svago, abbigliamento e non dimenticare un cuscinetto per eventuali spese straordinarie (l’auto che si rompe, la maledetta caldaia, spese mediche, etc).

Somma l’importo dei due budgets, quello per la startup e il tuo budget personale, e avrai la somma di denaro di cui hai bisogno per portare avanti la tua idea.

Costruisci il tuo MVP

Coloro che non hanno esperienza in tema di startup o come imprenditore, pensano che startup o impresa corrispondano a lanciare sul mercato un servizio o prodotto finito. Niente di più sbagliato.

Quando pensi di lanciare una startup, quello che ti deve essere chiaro è che devi portare avanti e lavorare (anche se il termine corretto sarebbe validare, ma ora non entro troppo nei dettagli) su singole ipotesi una per una. La sommatoria delle singole ipotesi validate, porterà nel tempo X al tuo prodotto o servizio completo.

Per fare questo la strategia più usata è quella conosciuta come MVP o Minimum Viable Product, che ti ho già spiegato cos’è aiutandomi con un esempio pratico in altro post. Leggilo.

Dai una struttura legale alla tua startup

Di qualunque cosa si occupi la tua startup o il tuo business, sappi che per operare legalmente sul mercato, ha bisogno di una struttura legale. In altri termine devi costituire una società.

Prima di costituire una società valuta in particolare:

  • Complessità di gestione.
  • Controllo tra i diversi soci.
  • Capitale sociale da versare.
  • Costi operativi ovvero commercialista, notai, avvocati, etc.
  • Oneri accessori.
  • Rischi legali da evitare e in particolare questi 4 come spiegato in questo articolo.

In Italia, per favorire la nascita di startup, da qualche anno è possibile costituire SRL innovative che rispetto alle tradizionali SRL hanno principalmente costi di costituzione e gestione minori.

Come cittadino italiano, rispettando le normative fiscali in vigore, puoi comunque optare per aprire la sede legale della tua startup anche in altri Paesi EU. Questa scelta si rivela preferibile specie se si tratta di prodotti digitali che fornirai a diversi clienti sparsi in giro per l’Europa.

Ti ho parlato ad esempio di come aprire una LTD in Inghilterra (l’equivalente della nostra SRL) o in Estonia, tutto online e in inglese, che offrono condizioni migliori specie in termini gestionali e di costo.

Sfrutta le tue risorse e conoscenze

Non vorresti spendere soldi (e chi lo vorrebbe), ma se vuoi avviare una startup, alla lunga, non puoi certo evitarlo. All’inizio sfrutta le tue cerchie: amici, colleghi, conoscenti, amici di amici.

Ad esempio hai quel tuo amico che è un web-developer, chiedigli una “tariffa di favore” per il tuo MVP.

Potresti fare anche da solo, pur non avendo mai scritto una sola riga di codice in tutta la tua vita. A riguardo dai un’occhiata a questo mio post che potrebbe tornarti utile: Avere i primi 1000 utenti per la tua startup senza sapere niente di coding.

Hai anche quel tuo collega che lavora nella Pianificazione di quell’importante azienda, chiedigli di rivedere il tuo budget.

L’elenco può andare avanti. Potresti contattare quei tuoi amici che hanno già avviato il loro business e chiedergli se possono consigliarti un bravo commercialista, esperto di marketing e così via.

Usa Meetup per trovare gruppi che possono fare al caso tuo intorno a te. Gruppi di web-developer o di esperti in quella o quell’altra tecnologia possono, oltre che ampliare le tue competenze, allargare le tue conoscenze di persone che potrebbero presto essere parte integrante del tuo progetto.

Fissa una scadenza 

Semplice: per ogni cosa fissa una scadenza ragionevole e mantienila. Rimandare, temporeggiare, procedere con la velocità di un bradipo ucciderà qualsiasi progetto di startup.

I tuoi primi utenti

Ora dovresti avere il tuo MVP e hai bisogno di utenti. Non ci sono formule magiche per averli, ma ci sono metodi che funzionano meglio di altri. Ogni business ha un target e ogni target va approcciato in maniera diversa.

Il Growth Hacking fornisce ottimi spunti. Sul tema posso consigliarti sicuramente questi due ottimi testi: Growth hacking. Fai crescere la tua impresa online di Simonetti e Barboni e Growth hacker. Mindset e strumenti per far crescere il tuo business di R. Gaito.

Altre risorsa (in inglese) di riferimento è sicuramente Kissmetrics, qui il loro blog.

Fine 

Fine è solo il titolo dell’ultimo paragrafo del mio post. Ora viene il bello! Quelle che ti ho descritto sono solo le cose da valutare prima di lasciare il tuo lavoro per avviare una startup. Se il mio post ti è piaciuto condividilo e scrivimi nei commenti di cosa vorresti che il mio prossimo post, sempre sull’argomento, si occupasse.

E ricorda! Se hai bisogno di aiuto contattami da questa pagina

Scritto da Stefano, Startup founder | Digital Entrepreneur | Mentor, seguimi su:

Non la solita Newsletter!

Non la solita Newsletter!

1 email al mese sui contenuti più letti + le mie guide che non pubblico sul blog + una sorpresa. Non condividerò mai il tuo indirizzo.

Ci sentiamo presto!

Share This